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La mia classifica del 2010

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E come l'anno scorso, anche quest'anno, alle soglie del 2011, stilerò una classifica delle cose che ho apprezzato di più per quel che riguarda il cinema, la narrativa, e la tv.
 Stabiliamo da subito che, proprio come l'anno scorso, questa classifica è strettamente personale e si basa solo su ciò che ho letto/visto nell'arco dell'anno (e quindi non necessariamente saranno citate opere pubblicate o andate in onda per la prima volta nel 2010); inoltre, questa classifica si basa molto su ciò che ricordo di aver visto, perché sicuramente dimenticherò qualcosa.




Top 5 Movies 2010:

1. The Hours (by Stephen Daldry)
2. Inception (by Cristopher Nolan)
3. Inglorious Bastards (by Quentin Tarantino)
4. District 9 (by Neill Blomkamp)
5. Shutter Island (by Martin Scorsese) & Avatar (by James Cameron)


Top 5 Books 2010:
1. Inganno (by Philip Roth)
2. La notte del Drive-in 1,2. (by Joe Lansdale)
3. Mattatoio n.5 (by Kurt Vonnegut)
4. American Psycho (By Bret Easton Ellis)
5. Cavie (By Chuck Palahniuk)


Top 5 Comics 2010:
1. Preacher (By Garth Ennis)
2. Fables (by Bill Willingham)
3. The Punisher, bentornato Frank (by Garth Ennis)
4. Capire il fumetto (by Scott Mcloud)
5. Batman & Robin (by Grant Morrison)


Top 5 TV Series 2010:
1. Mad Men (by Matthew Weiner)
2. Skins (by Brian Elsley & Jamie Brittain)
3. Californication (by Tom Kapinos)
4. The Big Bang Theory (by Chuck Lorre) & How I met your mother (by Craig Thomas and Carter Bays)
5. Breaking Bad (by Vince Gilligan)

L'album di Elisa.

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Elisa che camminava in via del corso, indossando quella camicetta di seta.
Elisa, che correva verso di lui con fare minaccioso, scalza sul parquet.
Un’altra pagina da sfogliare su quell’album grigio conservato in modo ossessivo.
Per Diego la vita si era chiusa lì: un mattino di ottobre in cui la pioggia era incerta e il sole troppo timido per uscir fuori dal grigio e farsi sentire. Quella telefonata che arrivò in tempo per ingoiarsi la voglia di vivere, poco prima della pausa pranzo. Le parole calcate dall’intermittenza della linea telefonica e dallo sconforto di una voce indistinta: mi dispiace – sua moglie – non ce l’ha fatta – mi dispiace – è una tragedia – condoglianze. Condoglianze.
Un incidente stradale; banale. Come la vita che diventa morte. Come tutte le luci che si spengono per poi non riaccendersi più, mai più. E mai più, il mai più che ora sentiva presente nella sua quotidianità come in nessun altro momento era successo, proprio non lo sopportava.
Mai più riamerai, mai più la rivedrai, mai più sentirai il profumo di Elisa, mai più farete l’amore, mai più litigherete, mai più avrete qualcosa. Non l’avrai mai più. La voce nella testa che in continuazione glielo ripeteva. E l’album di foto era rimasto tutto. Tutto.
Scoprì che aveva una gran quantità di sue foto. Scoprì che entrambi amavano immortalare i loro momenti insieme. E ne avevano avuti tanti.
A cinque lunghi anni dalla sua morte, Diego passava le serate a sfogliare quell’album di foto in cui aveva raccolto tutto ciò che era riuscito a trovare. Foto di Elisa da sola, foto di Elisa assieme a lui (la maggior parte), foto di Elisa con i compagni dell’università, foto di Elisa con il loro gruppo di amici. Diego tornava a casa, e sfogliava. Immaginava di essere lì con lei, in quel mondo interno alle fotografie. Un mondo in cui sua moglie era ancora viva e potevano stare assieme. Immaginava di essere nelle foto che sfogliava. Vedeva Elisa correre, e sulla superficie della foto appariva anche la sua figura, al fianco di sua moglie, correvano assieme. Immaginava di essere lì, nelle foto in cui si vedeva un caminetto acceso, steso sul tappeto e adagiato sotto una coperta di lana con lei, immaginava che si tenessero stretti, che si accarezzassero, che facessero l’amore. Per anni immaginò tutto il mondo al di fuori del reale, tutto un mondo con lei. L’ultima sera, Diego tornò a casa e si levò il giaccone, buttandolo sulla sedia della cucina. Prese l’album e si stese sul divano. Lo aprì, e non vedeva l’ora di salutare Elisa. Qualcosa cambiò. Sfogliava le pagine di quell’album, ma le foto erano diverse.
Cercava Elisa, ma Elisa non c’era più. C’era solo l’immagine di lei.

American Psycho

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Descrizioni, ossessioni, estetica e violenza allo stato puro, diciamo "ultraviolenza" e facciamo un cenno d'intesa a Burgess e alla sua Arancia Meccanica. Ma di quell'arancia, in questo libro di Ellis, c'è poco, più che altro, forse, la buccia.
Lo stile di Ellis mi piace, e sento delle affinità tra lui e altri dei miei scrittori preferiti; quello che a mio avviso manca, in questo romanzo, è la storia: nel  vero senso della parola. Una chiazza di sangue enorme che dovrebbe essere trascinata ovunque, per eventi, conflitti, situazioni paradossali e evoluzioni umane che qui ho visto solo di sfuggita.
Ma mi accontento, di quest'uomo di Wall Street, dei suoi pensieri, delle sue paure, e delle sue videocassette da riconsegnare.

Secondi

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Questi sono i secondi che scorrono.
Puoi vederli danzare attorno a te e al tuo avversario.
Mentre lo fissi negli occhi, quei secondi che passano durano un’eternità. È una questione di nervi, mi dicevano sempre. Tieni la pistola sulla fondina finché non lo senti, quel momento. Il momento in cui devi sparare. Devi estrarre l’arma, fissando negli occhi il nemico, prima che lo faccia lui.
Alcuni mi dicevano che dopo aver sparato, se sei ancora tutto intero, provi malinconia, e una sensazione di profonda tristezza. Durante quei secondi che passano, quell’eternità di secondi pesanti come rocce, fissando negli occhi il tuo nemico stabilisci un contatto, un legame. Sapete entrambi che quei secondi sono gli ultimi attimi di vita per uno dei due, e che quegli ultimi attimi saranno vissuti così: guardandovi negli occhi, scrutandovi dentro, nel cervello, nell’anima. C’è chi dice che alcuni non sopportano l’idea di aver ucciso il nemico; che i primi giorni dopo il duello si desidera di esser morti al posto dell’altro. Ci si convince che non è giusto, chi ha il diritto di decidere quale dei due deve sopravvivere, e quale morire? Quanti secondi ci separano dal momento di estrarre? Chi estrarrà per primo? Se sparerò per primo, sarò in gamba abbastanza da mirare e colpire? O lo mancherò e lui mi ucciderà dopo? Quanto può far male un proiettile? Passerà attraverso la carne senza urtare niente di vitale? Colpirà un osso? Potrebbe scheggiare una vertebra, paralizzarmi per sempre? Peggio, potrei morire.
Sento che la mano trema, trema, trema, vacilla come vacillano i miei pensieri e a stento sto sulle ginocchia. Mi chiedo per un istante se è così anche per il mio nemico. In fondo cosa conosco di lui? È più esperto di me? Quante persone avrà già ucciso? Cerco di decifrarne l’espressione del volto, e mi sembra che stia sorridendo.

Sta sorridendo.

Sta sorridendo.

Sta sorridendo.

BANG.

Un rumore.
Cade …
è lui a cadere o sono io?
Sono secondi … secondi … secondi …









tutti gli altri su:   www.100shotstocrashdown.tumblr.com

Neonomicon, di Alan Moore e Jacen Burrows

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Bao publishing, novella casa editrice fumettistica, pubblicherà a breve il primo volume di Neonomicon, graphic novel nuova di zecca scritta dal mago del fumetto Alan Moore e disegnata da Jacen Burrows.
Si tratta di una sorta di sequel di Courtyard,  in cui vediamo una spiccata tendenza horror di impronta lovecraftiana (e infatti oggi sono davvero tentato di fare un salto in libreria a comprare la raccolta di romanzi e racconti di Lovecraft, che tra l'altro è pure in offerta.)
Sembra che, il buon Alan Moore, voglia cimentarsi in una storia di puro horror simmetricamente opposta all'esperienza di Lost Girl, fumetto erotico creato con sua moglie.
Mi aspetto di leggere un buon prodotto, anche perché le matite di Burrows mi ricordano da vicino lo stile di Steve Dillon, a cui sono troppo affezionato dopo aver letto Preacher.
Ho visto le prime tavole, sembra decisamente che ne valga la pena.

Aggiornamento volante:
Alla fine non ho più resistito, ed eccomi di ritorno con la raccolta completa di romanzi e racconti di Lovecraft e Il Cortile, (the Courtyard) di Moore, trovato magicamente tra gli scaffali della libreria. Aspettava soltanto me.

Chomp

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È il caso di segnalare, a tutti i possessori di Iphone, Chomp.
È un motore di ricerca dedicato solo ed esclusivamente alle app per Iphone.
A me sembra utilissimo, ogni applicazione elencata nei risultati è inoltre affiancata da un piccolo screen che rende molto semplice e veloce la scelta e la fruizione del motore di ricerca.
È possibile inoltre scaricarne l'app ufficiale, naturalmente.

Ecco il link:
http://chomp.com/

Le mie fissazioni (amarcord)

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Quando ero più piccolo avevo spesso delle fissazioni allucinanti per giochi particolari.
Ci sono molte persone che giocano, ad esempio, a Dungeons & Dragons, o ai vari giochi di ruolo, giochi di guerra con miniature ecc…
In genere però queste persone hanno un folto gruppo di amici disposti a condividere la stessa passione, lo stesso tempo “buttato” dietro queste cose, lo stesso denaro speso per comprare manuali, miniature, stronzate varie.
Insomma in questo post sto solo dicendo che, al contrario di quelle persone, io da piccolo non ero mai appoggiato da nessuno in questo genere di cose.
Comprai il gioco di ruolo di Hokuto no Ken. Cazzo, Ken il guerriero, leggevo il manga e ci stavo sotto. Mi affascinavano i giochi di ruolo cartacei perché mi davano la sensazione di immedesimarmi davvero in un personaggio e poter rivivere le atmosfere di un’ambientazione grazie soprattutto all’interazione con l’avventura, con il master, i vari npc, ecc… Questo, un videogioco, non me lo dava.
Allora, ovviamente, ho iniziato l’opera di convincimento verso i miei amici.
“Non lo so… se mi va dopo”
“Boh, ma che gioco é?”
“Kenshiro è comunista”
“Mia madre non vuole”
“I giapponesi sono bastardi”
“Kenshiro è fascista”
ecc…
Una volta inventai anche un rapido e semplice regolamento per giocare a giochi strategici di guerra con le miniature, però fatte di carta.
Oh, le miniature e tutto l’ambaradam costano!
A volte qualcuno ci giocava con me, poi finì tutto a vino e tarallucci.
Comunque, dopo una serie di innumerevoli giochi ideati, scopiazzati, acquistati, mi arresi alla realtà del fatto che a nessuno dei miei amici piacevano troppo.
Ultimamente, però, ho scoperto un gioco di carte molto figo.
Si chiama Wherewolf, ed è un riadattamento di Mafia in stile horror/dark.
Oltre al gioco in sé, veramente stimolante se ci si gioca in 10+ persone (il limite è di 33, e con una 30ina di persone sembra che l’esperienza di gioco diventi molto divertente), una cosa che mi piace è anche il packaging e il design nel suo totale, bellissime anche le illustrazioni delle carte.
Questa versione, tra l’altro, è stata creata da due italiani.
www.wherewolf.it è il sito ufficiale.

Penale.

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Entro da Blockbuster con il bluray di Shutter Island in mano.
Mi appoggio al bancone e guardo la commessa.
“sssseeeenti…”
“…”
“… io ho riportato il film un giorno in ritardo”
“perché mi sono sbagliato. :\”
lei
persa nei miei occhi
“ah.”
“ok”
prende il bluray
e comincia a smanettare
io:
“eh… che comporta?”
“c’è la penale.”
“capito, capito.”
“la radice di penale è pene?”
“cosa?”
“lascia stare…”
“ok… insomma hai sbagliato giorno?”
“eh, sì…  di solito ne affitto 2-3 assieme e non ho pensato che con un film solo ho un solo giorno di tempo”
“eh si… con più film hai più giorni che c’è l’offerta blablabla”
“hai ragione… è che sono stupido :(“
“ok dai.. per sta volta te la levo, Simone vero?”
“si si… hai tutto segnato su quel computerino vero?”
“c’è anche il mio numero di telefono, se ti servisse.”
“lo terrò presente.”
“ok, ok..”
“allora ciao e grazie!”
“ciao”
the end.

Pellegrini del tempo

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Mattatoio n.5 è la storia di Billy Pilgrim, pellegrino del tempo.
Billy salta da un momento all’altro della storia, osserva i missili e le bombe sganciate dagli aerei americani su Dresda, e lui, sotto un blocco di cemento enorme chiamato mattatoio, è uno dei pochi sopravvissuti di una della più grandi stragi prodotte dalla seconda guerra mondiale.
Billy, nel giorno del suo matrimonio, viene rapito da una razza aliena lontana più di 500 mila anni luce dalla terra. I Tralfamadoriani lo esibiscono, curiosi, nel loro zoo  a Tralfamadore. Un uomo nudo, che vede e concepisce il mondo in sole tre dimensioni, è un animaletto curioso per loro, che non concepiscono il presente, passato e futuro, ma hanno la visione del tutto nel suo insieme.
Da una pagina all’altra della storia, da un’epoca all’altra, presente passato futuro mescolati assieme in quella che è una testimonianza della guerra da parte di Kurt Vonnegut, condita dallo humor nero che contraddistingue il suo stile.

Un passo indietro.

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Mesi fa scelsi di cambiare piattaforma e di "chiudere", tra virgolette, l'invisibile unicorno rosa.
Rispetto a quel giorno le cose non sono cambiate granché, ma ho deciso di tornare sul buon vecchio blogger.
Adesso mi occuperò di aggiornare con due tre "vecchi" articoli il blog, e poi di tornare a scrivere qualche sano dolce (nonché inutile) contenuto.  :) Ciao.

Trasloco

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http://100shotstocrashdown.wordpress.com/

L'Invisible Unicorno Rosa trasloca.
Invito chiunque seguisse questo blog a continuare dall'altra parte. 
Grazie per la cortese attenzione :)

Avatar

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Beh insomma. Potevo non adeguarmi alla massa ed evitare di scrivere per lo meno un topic su questo film? La risposta è no. Ed eccomi qui.
Prima di vederlo ho sentito molte opinioni "positive" su Avatar. Già da mesi se ne parlava, molti asserivano che il nuovo film di Cameron sarebbe stato un punto d'inizio per una nuova generazione cinematografica. Un po' come per Star Wars. Beh, a me, udite udite, Star Wars non ha mai fatto impazzire.
E voglio dissociarmi da tutti quelli che dicono "sì, Avatar è bello dal punto di vista tecnico, il 3d è reso alla perfezione, bla bla bla, ma la trama fa schifo."
Non sono d'accordo, una trama non si rivela certo scadente soltanto perché "il rapporto uomo - indigeno è trito e ritrito" o "i Na'vi sono come dei titanici puffi nudisti". Oltretutto io non l'ho neanche visto in 3d. E la cosa non mi disturba affatto , anche perché ho il grave sospetto di non possedere (andare a leggere il blog di nerdlandia per ulteriori informazioni) la vista binoculare.
Il mio consiglio per chi non ha ancora visto Avatar: smettetela di andare in giro a leggere recensioni o opinioni, e andate al cinema. Non fatevi un'idea prematura dello spettacolo che andrete a vedere, guardate Avatar e siate sgombri di ogni pregiudizio. Meglio ancora se non avete mai visto Pocahontas.

100 shots to crashdown

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Ho aperto da poche ore un blog in cui posterò racconti (molto) brevi.
Spero sia di vostro (vostro? di chi?) gradimento.

http://100shotstocrashdown.tumblr.com/

TOP 2009

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Copio spudoratamente l'idea a un certo numero di blog che già lo fanno.

Top 5 Film (visti o rivisti nel) 2009:

1. Dracula di Bram Stoker (by Francis F. Coppola)
2. Watchmen di Alan Moore (by Zack Snyder)
3. Wonder Boys di Michael Chabon (by Curtis Hanson)
4. Old School (by Todd Philips)
5. Taken (by Pierre Morel)

Top 5 Libri (letti nel) 2009:

1. American Gods (by Neil Gaiman)
2. Rant (by Chuck Palahniuk)
3. L'era del porco (by Gianluca Morozzi)
4. High Fidelity (by Nick Hornby)
5. La notte eterna del coniglio (by Giacomo Gardumi)

Top 5 Comics (letti nel) 2009:

1. Sandman, la stagione delle nebbie (by Neil Gaiman)
2. Preacher, (by Garth Ennis)
3. Invisibles (by Grant Morrison)
4. Hellblazer, abitudini pericolose (by Garth Ennis)
5. Iron Man, Extremis (by Warren Ellis)

Top 5 Serie TV (vista nel) 2009:

1. Californication (by Tom Kapinos)
2. Skins (by Brian Elsley & Jamie Brittain)
3. Big Bang Theory (by Chuck Lorre)
4. The Prisoner (by Bill Gallagher)
5. Scrubs (by Bill Lawrence)

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