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Shheeeeeeeeeeeldon! Big Bang Theory & Halloweeen & costumi.

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L’ultima puntata di BBT apre all’insegna dell’horror. È Halloween, e Leonard, Howard e Raj decidono di prendere Sheldon alla sprovvista e gli fanno uno scherzaccio orrorifico di quelli che non dovrebbero spaventare nessuno: ma Sheldon ci casca e non solo sviene per la paura, ma se la fa pure addosso.
La puntata offre anche l’apparizione di un nuovo personaggio, Alice (che non so se rivedremo anche nelle prossime puntate), una bella nerd che si concede quasi subito a Leonard non si sa bene perché.
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Tra l’altro l’attrice che interpreta Alice è Courtney Ford, volto noto agli appassionati di serie TV: la Ford è apparsa più volte sia in True Blood che in Dexter.
La puntata di BBT prosegue in una serie di tentativi mal riusciti di Sheldon di vendicarsi per lo scherzo subito, mentre Leonard cerca in tutti i modi di capire se vuole tradire la sua ragazza Priya (la sorella di Raj) con Alice oppure se essere un bravo ragazzo.
Ma tornando a noi, in Big Bang Theory ogni scusa è buona per travestire i protagonisti da supereroi o da personaggi celebri nella cultura pop.
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Flash Sheldon:
Flash è senza ombra di dubbio il costume preferito di Sheldon. Lo indossa in qualsiasi festa o gara in costume. Lo indossa persino quando, in overdose da caffeina, smorza la propria eccitazione correndo ovunque.
L’effetto Sheldon + Coffee + Flash è stupefacente.
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All Flash:Ma a volte la passione per Flash colpisce tutti, e se non è preceduto da un Costume Meeting, il travestimento di Halloween può risultare “banale”.
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Raj Thor, Sheldon effetto Doppler, Leonard Frodo.I costumi di ripiego dopo Flash. Raj si veste da Thor spazzando via il luogo comune che un tizio indiano si deve vestire solo da divinità indiane, evviva gli dei norreni! Leonard si veste da Frodo, forse auto-ironicamente. Sheldon si veste da… effetto Doppler. Nessuno capisce il suo travestimento. Neanche quando mima il suono dell’ambulanza che passa. Leonard gli suggerisce di dire di essere vestito da zebra.
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Howard versione Robin Hood.Poco da dire. Nessuno si accorge che è Robin Hood ma tutti pensano sia Peter Pan.
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Raj versione Aquaman.Durante la festa in maschera di Stewart, la felice gang si veste da Justice League of America. Raj è il più sfigato venendo declassato da un imponente Lanterna Verde a uno sfigatissimo Aquaman che cavalca il cavallo marino. Aquaman sucks (cit.)
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Howard nei panni di Batman.La JLA di BBT ha il suo cavaliere oscuro, e purtroppo è Howard. La sua entrata in scena e i suoi successivi tentativi di imitazione della voce del Batman di Christian Bale sono fantastici e deliranti.
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Leonard in Lanterna Verde.Leonard prende i panni di Lanterna Verde dopo che la ciurma si rende conto che il punto debole del loro travestimento nella JLA è proprio il punto cardine: Leonard nei panni dell’uomo d’acciaio, Superman.
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Zack, la nuova fiamma di Penny veramente molto molto stupida, nei panni di Superman…Secondo Howard, è l’unico a poterlo fare seriamente perché è l’unico ad avere dei muscoli non finti tra di loro.
…e Penny in versione Wonder Woman:La parrucca nera le sta malissimo ma recupera tutto con la scollatura e il cazzotto che rifila a Howard.

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Bad Justice League.
I ragazzi perdono una scommessa e sono costretti a vestire una Justice League in versione orrenda. I costumi sono femminili e inoltre Raj veste il costume della Catwoman di Hale Barry, che come tutti sappiamo è qualcosa di più trash di Pino Scotto.

Storia horror americana dei fratelli Grimm? Wtf!?

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Pensavate fossero solo fiabe? Pensavate fosse possibile servirsi di questo quesito per un’ opera di finzione sola, o al massimo due, ma sì dai, facciamo pure tre proprio a tirare la corda il più possibile? E invece la risposta è sì alla prima domanda e no alla seconda. Perché dopo Fables, Shrek e compagnia bella, più qualche recente film ispirato alle fiabe dei fratelli Grimm rilette in chiave horror, pensavamo che la pappina della rilettura della fiaba in chiave horror /fantasy/ comica ecc… fosse ormai arrivata al capolinea.
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Fables: fumetto della Vertigo nonché prima vera rilettura horror / noir delle fiabe dei fratelli Grimm. Consigliatissimo!
E invece, proprio a partire da quest’autunno, le due emittenti statunitensi NBC e ABC decidono di sfidarsi in un duello all’ultimo sangue tra fate, lupi cattivi, cappuccetti rossi e fichi d’india.
Ora, tra le due serie nasciture, ossia Grimm e Once Upon a Time, la prima sembra essere quella più lontanamente azzeccata. Per primo motivo, egocentricamente, perché è l’unica delle due che ho deciso di vedere in base ai trailer diffusi su internet prima delle rispettive premiere, poi perché Once Upon a Time non sembra proprio abbia delle prospettive felici. Il soggetto sembra piuttosto banale (non che quello di Grimm sia originalissimo, però.)
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Shrek in una delle sue espressioni più intelligenti
Nick Burckhardt è un detective di Portland che, oltre ad avere un nome impronunciabile e una frangetta da pirla, scopre di avere lo strano e misterioso potere di vedere il lato oscuro e selvaggio delle persone.
La sua vita cambia quando la zia Marie, malata terminale, lo mette in guardia: noi discendiamo da una grande stirpe, i Grimm, combattiamo il male, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, che la forza sia con te, ecc… Con occhi sbarrati, Nick guarda la testa pelata della zia, e teme che l’alopecia sia ereditaria: presto perderà la frangetta. La zia lo rassicura: “È la chemio, minchione.”Nel frattempo, una serie di eventi sconvolgono la vita tranquilla di Portland: prima una ragazza del college viene trovata a dadini nel bosco, e poi un’altra bambina viene rapita. Entrambe avevano un giacchettino rosso (con il cappuccio). Insomma: Nick si mette alla ricerca del lupo cattivo. Ma le sorprese sono dietro ogni angolo: non c’è un solo lupo cattivo, e inoltre ce ne sono alcuni che sono “fuori dal giro”, come il buon Eddy Munroe che riesce a controllare il lupo che è in lui e non uccide più nessuna bimba con il cappuccio rosso.
Alla fine della puntata il lupo cattivo muore e tutti vissero felici e contenti, com’era facile immaginare.
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Un lupo cattivo oppure Wolverine
Parlando di “vecchi classici duri a morire e a ripresentarsi”, da tenere d’occhio anche American Horror Story. Serie TV dal gusto dell’horror classico: ha avuto un bell’impatto con il pubblico, a parte il fatto che è forse un tantinello lo stereotipo dell’horror americano: famiglia felice/infelice che si trasferisce – casa nuova – casa fighissima – i vecchi inquilini, ops, sono morti – i vecchi inquilini, ops, erano dei pazzoidi – c’è una cantina – c’è una soffitta di quelle che tiri giù la fune e scendono le scale, inquietante lo so – c’è una bambina down che va in giro a fissare le persone e a dire “morirete tutti” – c’è un pazzoide con il 70% del corpo dilaniato dalle ustioni – c’è un costume sado-maso di lattice completamente nero – ci sono due gemelli rosci che appaiono come fantasmi – c’è una governante pazzoide – tutti i protagonisti sono palesemente pazzi.
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Una donna sadomaso esce fuori dal soffitto
Potrei continuare ancora per molto ma il concetto è chiaro. Aspettiamo di vedere le prossime puntate per capire se queste due serie valgono davvero la pena o sono destinate a finire nel dimenticatoio e a chiudere dopo la prima stagione.

The Walking Dead #Premiere

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I nostri eroi dall’accento del sud e il grilletto facile sono tornati, ancora una volta alle prese con i non-morti, gli zzzzombi che puzzano davvero molto e hanno le movenze di Michael Jackson (buon’ anima).
Il primo episodio, checché se ne dica, non è affatto male. Il ritmo si mantiene sugli stessi livelli della scorsa stagione, momenti di incredibile tensione si alternano a momenti di ineguagliabile tristezza. Si medita ancora sulle recenti vicessitudini che hanno portato i nostri eroi al punto in cui si trovano: su un’autostrada piena di fottuti zombie. Il nostro protagonista Rick è in perenne contrasto con la sensazione di essere il protagonista indiscusso nonché leader spirituale dell’intera serie, e il dubbio mal celato di essere un rincoglionito. E infatti si perde la figlia di Carol, Sophia, dopo averla salvata magistralmente da una coppia di zombie pedofili: tutto perfetto, solo che poi si dimentica sotto quale fratta l’ha lasciata.
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Rick indica uno zombie con la pistola
Nel frattempo, sull’autrostada, Dale - l’archetipo del vecchio saggio mentore - finge di capirci qualcosa di motori e soprattutto di moniti zen. La tecnica dello sbriciolare biscotti della fortuna di nascosto e poi snocciolarne la saggezza di fronte agli altri personaggi del telefilm però ha smesso di funzionare da un po’ (tipo alla prima puntata della prima serie), e quindi il buon vecchio Dale si ritrova a dover gestire situazioni più grandi di lui: tipo Andrea (che è una ragazza con un nome da macho, un po’ ricorso storico della cara Andrea Zuckerman di BH90210) che vuole riavere indietro la sua pistola per suicidarsi, e T-Dog, che vuole diventare un personaggio utile ma non ci riesce e nel tentativo finisce per tagliarsi un braccio con un tosta pane.
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Le perle zen di Dale sono precedute da un forte temporale
E chi manca? Ah, sì. I due adulteri Shane e Lori continuano la loro infinita discussione su chi è lo stronzo e chi no, su chi ha messo le corna a Rick, se la meravigliosa moglie con i sensi di colpa, o il simpatico amico e collega che lo ha dato per morto forse leggermente prima del tempo.
Le discussioni proseguono finché Shane, personaggio controverso dal carattere focoso e le mani che prudono, non confessa a Lori che vuole andarsene il prima possibile dal gruppo e mettersi sulla propria strada, perché è l’unica soluzione. Consapevole del fatto che Shane non volesse altro che sentirsi un po’ apprezzato, Lori gli risponde “vattene a cagà” canzonandolo con un gesto colorito. A quel punto Shane si unisce all’amico cornuto nonché protagonista amletico Rick, e al figlioletto Carl (per gli amici Carletto il principe dei mostri), alla ricerca della maledetta bambina Sophia che se non si trattasse di una serie TV sarebbe morta, ma è molto probabilmente stata catturata o presa in custodia da qualche personaggio che uscirà fuori nella prossima puntata.
Il finale è lì che ci aspetta dietro l’angolo con un cliffhanger fantastico di quelli che uno dice “Ah, allora è meglio di Lost!”.
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Shane e il suo sguardo da psicotico maniaco

I killer(s) più cool di cinema, tv: secondo me e un po’ anche secondo il galateo.

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Repubblica ha pubblicato giorni fa una lista dei 10 assassini più amati nel mondo del cinema e della televisione.
Molti li condivido, altri li sostituirei volentieri con altri, tipo il tizio che sta qui sopra che non è incluso nella lista strafighissima che vi stavo appena dicendo. Di seguito ne pubblico una versione modificata che esclude quelli che proprio non mi piacciono o che non conosco, e ne include di altri che preferisco.

 

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Russel Edgington – True Blood


Beh di True Blood ne abbiamo già parlato tempo fa, Russel Edgington è un vampiro di tremiladuecentomille anni che fa sempre il simpatico e che vuole, quando si alza male la mattina, distruggere il genere umano. Insomma è uno in gamba, e poi è pure gay, e si sa che i gay devono essere politically correct oppure se li incul…. vabè questa è una battuta pessima.

 

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Sweeney Todd – Sweeney Todd

Sweeney Todd è un tizio che viene brutalmente arrestato e derubato di tutto ciò che ha: moglie figlia casa lavoro e cassa integrazione. Viene mandato via, in Australia a fare non mi ricordo bene cosa, comunque aveva a che fare con lavori forzati o nuoto sincronizzato. Al suo ritorno cerca solo vendetta, e decide di vendicarsi di tutti i suoi nemici travestendosi e sgozzandoli nella sua piccola boutique del barbiere.

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Patrick Bateman – American Psycho

Lo inserisco anche se non ho visto il film, in compenso però ho letto il libro, e devo dire che una violenza così malata ed eccessiva non l’ho davvero mai letta in nessuna creazione fantastica. Il serial killer più malato e sadico che c’è.

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Anton Chigurh – Non è un paese per vecchi

È un altro schizzato sullo stile di Bateman. È un mercenario che ammazza per soldi, però, diciamolo, in fondo in fondo anche perché si diverte. Personaggio affascinante se non fosse per il taglio di capelli alla cazzo di cane.

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Eric Northman – True Blood

Lo so che apparentemente sembro un fissato di True Blood (forse è così).
Northman è uno dei protagonisti principali della serie, ed è un vampiro di duemila anni sempre disposto a fregare e ingannare tutti per arrivare ai suoi scopi. Personaggione carismatico, anche se (spoiler alert) verso le ultime serie si lascia un po’ trasportare dal romanticismo (oppure dalla patata, dipende dai punti di vista.)

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Alex – Arancia Meccanica

Giovane schizzato pieno di strane idee su come vivere la propria vita. E gli anzianotti parlandone commentavano “eeee, dai, sò ragaazzi” e intanto lui e i suoi amichetti vestiti di bianco andavano in giro a stuprare e seviziare gente a caso. Poi alla fine si becca una bella strigliata dagli adulti, una roba da niente, tipo lavaggio del cervello e torture varie.

Joker – Batman

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Si conosce chi è Joker. In The Dark Knight è un pazzoide completo alla ricerca del caos puro, piena antitesi (o forse riflesso esatto) del Cavaliere Oscuro. Personaggio dal fascino incredibile, forse tra i grandissimi villain della cultura pop/cinematografica di sempre. Esce sempre bene in foto per via del suo bellissimo sorriso.

Zombie, lattice, vampiri e linee immaginarie.

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Barney tiene un seminario di Storia Contemporanea
Alcune serie TV riprendono alla grande.  Vedi Big Bang Theory e How I Met Your Mother, con i soliti personaggioni a tenere a galla l’intera baracca (chi ha detto Sheldon e Barney?) – altre invece partono accompagnate dall’hype di nomi e produzioni esaltanti, ma falliscono clamorosamente perché (oltre al nome) non c’è nient’altro, e qui parliamo di Jurassic Pa… ehm, Terra Nova.
Tra l’altro domenica prossima inizia la seconda stagione di The Walking Dead, adattamento del fumetto di Robert Kirkman, la cui prima stagione non è stata esaltante ma comunque si è rivelata interessantina.

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Zombie, tanti zombie.

Per il resto, un rapido commentino alla conclusione della quarta stagione di True Blood, in cui, dopo una serie di eventi splatter e sessualmente caldi (eh?), finalmente, pare che il simpatico personaggio di Tara si prenda una bella schioppettata di fucile in testa. Ora, molti dicono sia morta, da parte mia ho come la brutta sensazione del contrario, mi aspetto di vederla in coma all’inizio della quinta serie, pronta a tornare a spaccarci i maroni con la sua vocina fastidiosa e le sue spalle mascoline.
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Tara si esibisce nell'unica espressione che conosce.
Un accenno rapido, poi, alle riprese di The Dark Knight Rises, atteso seguito di The Dark Knight di Cristopher Nolan. Niente, il fatto è che la nuova Catwoman, proprio non convince. Non ha proprio un minimo di culo (mi riferisco letteralmente al fondoschiena) e non è davvero paragonabile alla Catwoman di Michelle Pfeiffer.
E quasi quasi non allaccia le scarpe neanche a quella di Halle Berry.
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Un confronto tra le Catwomen

L’alba del pianeta della scimmie, quando un film calza proprio a pennello

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Insomma, il film non è mica male! Un’ interessante evolversi di situazioni che conducono la Terra a diventare un pianeta abitato esclusivamente da scimmie intelligenti. Sembra fatto a posta, perché nella realtà la Terra si sta velocemente trasformando in un pianeta abitato esclusivamente da umani stupidi.


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James Franco si accorge che Wikipedia è in sciopero, ciò lo rende triste.

Uno di quelli intelligenti se n’è andato da poco, piano piano non ci resterà che contemplare la nostra enorme stupidità seduti su un albero ad ammirare un casco di banane. (boh, che immagine ho descritto? non ha senso)
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Le scimmie iniziano la loro ribellione.
Un po’ come fanno già loro, quelli che si sono portati avanti col lavoro (figo questo obbligo di rettifica.)

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