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Resoconto, giusto per fingere di non essere un blogger fallito.

In questo periodo non ci sono mai, non mi faccio vivo, non scrivo, nulla. Lo so, lo so, diciamo che ho un blocco creativo. Si, il fatto che questo "blocco creativo" esista da quando sono nato, è un fragile dettaglio.
Allora ho pensato bene di fare un beeeeeel resoconto di cose inutili che a voi sicuramente non interessano.
Ad esempio.
Ultimamente ho fatto una leggera scorpacciata di libri - fumetti from Morozzi.
Qualche esempio?
Ho finito di leggere pochi giorni fa "Blackout": davvero un bel libro; mi piaceva il Morozzi tragicomico di "Colui che gli dei vogliono distruggere" e "L'era del Porco", ma devo dire che anche il sopracitato Blackout e FactorY, graphic novel che ho letto prima ancora, sono veramente ben fatti, nonostante cambi quasi totalmente genere.
Oltretutto una delle cose che più adoro di Morozzi, che sia un fumetto, che sia un libro comico o noir/horror/pulp, è la musica che fa da sfondo ai suoi lavori.
I personaggi dei suoi libri si muovono nell'universo con alle spalle un proprio background musicale, un' unica colonna sonora che sembra riecheggiargli in testa.
La Musica è quindi parte fondamentale dello stile Morozziano, da Bowie ai Rolling Stones a Bob Dylan ed Elvis Presley.
Per non parlare poi dell'influenza dei fumetti americani.
"Colui che gli dei vogliono distruggere" è una continua parodia al mondo dei supereroi Marvel/DC.
E negli altri romanzi il riferimento è continuo, vengono citati in gran quantità i fumetti: Sandman, Preacher, Hellblazer, e così via.
Passando dai libri - fumetti al cinema: che dire...
ho avuto modo di vedere "I Pirati di Silicon Valley".
Film ispirato alla storia della nascita delle due grandi superpotenze informatiche Microfost e Apple, e alle due figure simbolo di queste società: Bill Gates e Steve Jobs.
Film interessante e divertente al tempo stesso. Chissà quanto c'è di vero?
Ah, ho rivisto Road Trip.
Per chi non lo conoscesse, è un film comico/demenziale risalente al 2000.
Tra gli attori c'è Sean William Scott, lo Stiffler di American Pie, alias Boe di Hazzard (il nuovo Hazzard, non la serie TV datata EIGHTIES!), che è veramente un'autentica fonte di demenzialità. Ed infatti il film mi diverte ogni volta che lo rivedo; in parole povere, ecco la trama: un ragazzo di nome Josh è fidanzato fin da piccolo con una tipa, Tiffany, che frequenta un college lontanissimo da quello dove invece vive lui. Una sera però Josh finisce a letto con un'altra, che gli piace parecchio, e, convinto da lei, registra un filmino a luci rosse del loro rapporto sessuale. La mattina seguente vuole mostrare il filmino ai suoi "roomates" che non credono affatto a quello che lui gli racconta, peccato però che la cassetta con il nastro registrato sia stata spedita per sbaglio da un suo amico proprio a Tiffany. Cosa succede? Beh Josh e gli altri prendono una macchina e partono per un lungo viaggio con lo scopo di arrivare al college della sua amata, trovare la cassetta prima di lei, e distruggerla.

Ecco uno spezzone da Youtube:

3 commenti:

CyberLuke at: 12 settembre 2009 18:14 ha detto...

Morozzi è attualmente – a mio modestissimo avviso – uno dei più talentuosi autori italiani, scalzando nella mia personale classifica anche il sopravvalutato Ammaniti (partito benissimo ma poi scivolato nella ripetizione).
L'Era del porco resta, ad ogni modo, il suo capolavoro... mi ha deluso molto il suo ultimo, ma chissà, magari tra un anno o due lo rileggerò e cambierò idea. ;)
Anche Factory Y non è male, i disegni non sono il mio genere, ma la storia, se pur non originalissima, è abbastanza avvincente. Peccato quell'assurda periodicità... quattro mesi tra un volume e l'altra costringono quasi obbligatoriamente a una rilettura dei tomi precedenti per riprendere le fila.

Sogno at: 12 settembre 2009 19:25 ha detto...

Colui che gli dei... è stato il primo di Morozzi che ho letto, quindi non l'ho affrontato con nessuna aspettativa, che magari avrei potuto avere se avessi letto già L'era del porco. Per questo mi è piaciuto abbastanza, anche se poi mi sono reso conto che non era di certo il suo lavoro migliore :)

Storm at: 15 ottobre 2009 17:01 ha detto...

Leggo solo ora, vedo che il trip morozziano procede bene. :-)

Io ho appena attaccato i Moroz-saggi, molto molto belli. Sto leggendo quello su Springsteen: il libro mi ha praticamente constretto a comprare un best-of di Bruce per cercare di capire l'adorazione che genera. Affascinante.

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